Nascono nuovi canali per sentirsi vicini

Per rispondere all'emergenza Covid-19, le reti dei progetti di Welfare in Azione puntano sulla continuità relazionale e di cura

Data di pubblicazione: 7 Aprile Apr 2020 1612 07 aprile 2020
Tra Casa E Casa

Nel precedente articolo “Per continuare a restare vicini ognuno nella propria casa” abbiamo raccontato dell’attivazione pressoché immediata di nuove risposte nate dai progetti sostenuti dal Bando Welfare in Azione di Fondazione Cariplo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Azioni rivolte alla domiciliarità e al supporto a distanza, dedicate a tutte le persone e famiglie messe a dura prova dalla reclusione forzata e in particolare pensate per coloro che si trovano in condizioni di particolare difficoltà legata a condizioni preesistenti di vulnerabilità (come anziani privi di reti, famiglie con minori, persone con disabilità fisica e mentale..).

Sono tantissime anche le azioni che stanno nascendo in questi giorni per mantenere vive le comunità e soprattutto i legami.

In questo momento di distanziamento sociale obbligatorio , più preziosa che mai si sta rivelando la tecnologia per mantenere i rapporti quotidiani che sono stati interrotti bruscamente, e affrontare l’isolamento e la solitudine. Grande è l’attenzione al tema relazionale e affettivo, per garantire la continuità "di cura" e il mantenimento dei legami che normalmente i progetti di Welfare in Azione favoriscono.

In questi giorni i luoghi fisici sono sostituiti da luoghi virtuali di apprendimento, confronto e aggregazione.

In che modo quindi i progetti stanno aprendo nuovi canali per ascoltare le persone, farle sentire protagoniste e parte di una comunità, seppur a distanza?

Kelly Sikkema T Qpg M1k6eb Q Unsplash

Aiutare le famiglie nella sfida educativa, sviluppando nuove opportunità per contrastare l’abbandono scolasticoè l’obiettivo del Progetto Nove+ che, nella zona 9 di Milano, ha puntato sull’attivazione di energie di cittadini e delle stesse scuole, promuovendo la sperimentazione di pratiche didattiche innovative e il concetto di “scuola aperta”. Con la chiusura delle scuole, è emersa la necessità di azioni rivolte al sostegno dei bambini più vulnerabili. Così Mission Bambini, insieme alla rete creata con il progetto Nove+, si è subito attivata per potenziare la strumentazione informatica delle famiglie più in difficoltà, ma anche dei propri operatori per poter aiutare i ragazzi nello svolgimento dei compiti, con un doposcuola a distanza. Inoltre per contrastare l’isolamento di genitori e bambini, costretti a trascorrere l’intera giornata in casa, sono state proposte attività on line che, oltre ad essere divertenti, hanno lo scopo di garantire il benessere fisico e psicologico di grandi e piccoli. Un modo per restare vicini in questa situazione di isolamento, e lasciare un canale aperto per intercettare altre eventuali necessità che possono essere risolte insieme.

Ora più che mai è importante ragionare sul gap formativo, sociale e tecnologico, per fornire a tutti gli strumenti necessari. Con l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro.

Alberto Barenghi, responsabile di Nove +

Anche il progetto Più segni positivi, che nel territorio di Sondrio lavora su vulnerabilità e povertà, ha lanciato un appello per raccogliere computer e tablet da mettere a disposizione di 80 famiglie in difficoltà che necessitavano urgentemente di dispositivi informatici per consentire ai loro figli di continuare a frequentare le attività scolastiche anche da casa. L’appello ha in pochi giorni raggiunto il suo obiettivo. Inoltre diversi volontari stanno mettendo a disposizione le proprie competenze informatiche per verificare e settare la strumentazione raccolta. E anche l’Emporion, il market di comunità dove trovano spazio prodotti di prima necessità, nonostante tutte le difficoltà del momento, è più attivo che mai e non solo continua a sostenere le famiglie in difficoltà, ma ha potenziato la spesa a domicilio per i beneficiari anziani.

I nostri volontari ci stanno mettendo l’anima.

Massimo Bevilacqua, Presidente con Direttore del Consorzio Sol.Co Sondrio
Romina Veliz Z M86WH Cp2s Y Unsplash

Le Case per fare insieme sono spazi di incontro dedicati alle famiglie nati all’interno del progetto Texère, che interviene nell’Ambito Distrettuale Visconteo Sud Milano (ex Ambiti di Rozzano e Pieve Emanuele) e ha l’obiettivo di supportare la genitorialità di famiglie fragili costruendo una rete di sostegno, cura e protezione allargata attraverso la ritessitura di legami familiari e sociali, . Seppur chiuse come luoghi di aggregazione “fisici”, Le Case per fare insieme in questo momento sono attive a distanza, in vari modi, grazie all’uso delle tecnologie. Ad esempio la Casa per Fare Insieme di Rozzano ha attivato uno Spazio telefonico di ascolto e supporto alla genitorialità accompagnato da educatori professionali. Ma non solo, perché per fare sentire le persone connesse alle altre, sono nate iniziative aggregative “a distanza”: messaggi artistici di pensiero positivo da condividere tra i gruppi e le chat, scambio di ricette tra ragazzi, scambio di disegni e video dei bambini, condivisione di strumenti educativi per gestire il tempo dei bimbi a casa.

Alle famiglie, sempre con l’obiettivo di offrire spunti e un po’ di leggerezza, sta pensando anche Fare #BeneComune, un progetto che nasce per rendere Pavia una città sempre più “family friendly” connettendo energie e risorse, rinsaldando legami e generando reti di mutualità. In questo momento di emergenza, la rete di progetto ha ritenuto importante attivare più risorse e idee possibili per aiutare le famiglie con bambini nell’affrontare questa situazione di isolamento forzato. Ad esempio, tra le tante proposte sta diffondendo dei videotutorial di motricità per i bambini, realizzati in collaborazione con un dottore in scienze motorie e osteopata. I tutorial propongono attività riconducibili agli schemi motori di base, che sono il punto di partenza per riuscire a conquistare tutti gli altri tipi di movimenti, dai più semplici ai più complessi: camminare e correre, arrampicarsi, lanciare e afferrare, spostarsi in quadrupedia e strisciare, saltare e atterrare, rotolare. Anche a casa, i bambini non si fermano.

Il progetto Legami Leali, nel territorio della costa gardesana bresciana ha l’obiettivo di accrescere il livello di informazione e di consapevolezza relativo all’illegalità coinvolgendo con un ruolo attivo i ragazzi interessati, le loro famiglie e la comunità. Solitamente le attività si svolgono all’aperto e in gruppo, durante le quali i ragazzi si prendono cura di beni comuni del territorio, gli studenti delle scuole sono sensibilizzati con incontri dedicati alla legalità, i giovani sono coinvolti nell’animazione di spazi confiscati alla criminalità organizzata e così via. In questo periodo in cui tali attività non possono svolgersi, per mantenere vivo il collegamento con tutti i giovani incontrati in questi mesi, Legami Leali ha deciso di lanciare, grazie alla sua pagina facebook una serie di iniziative e video tutorial con suggerimenti per prendersi cura di sé, della propria casa e degli altri. Uno spazio è dedicato al tema della legalità, rilanciando approfondimenti sulle “mafie ai tempi del coronavirus", molto attuale.

Vicinanza, attivazione e innovazione sono le tre parole chiave alla base del progetto #VAI, che nel territorio del bollatese ha l’obiettivo di generare comunità, per offrire aiuto alle persone che si trovano in un momento di temporanea difficoltà. La ricchezza dei legami generati negli anni scorsi, confluita nel frattempo nel progetto RICA, ha generato subito una risposta chiamata “Vicinanti”, una piattaforma, un numero dedicato e una pagina facebook per restare “Vicini anche distanti”. Vicinanti è pensata per suggerire azioni solidali (proporsi per fare la spesa, recuperare farmaci, telefonate di compagnia), fare circolare attraverso passaparola informazioni utili sui diversi servizi presenti nei comuni (pochi giorni fa è stato messo l’annuncio di un appartamento messo a disposizione per operatori sanitari), raccogliere volontari, produrre video tutorial sulla gestione di servizi on line, ma anche proporre laboratori creativi online, in continuità con l’offerta abituale degli spazi community hub di RiCA che al momento sono chiusi per via delle ordinanze.

“Vogliamo promuovere la solidarietà tra le persone attraverso piccoli gesti"

operatori di Vicinanti

#OP #OltreiPerimetri è il progetto che nel territorio del rhodense offre supporto a persone in un momento di difficoltà e che più faticano a chiedere aiuto, trasformando i percorsi di assistenza in occasioni di attivazione di tutta la comunità grazie anche agli #OPCafé. La situazione di isolamento a causa dell’emergenza Covid19 non ha fermato l’energia del progetto, e per questo è stato lanciato “#OPnonsiferma” per continuare a distanza i percorsi di educazione finanziaria, tenere vivi i gruppi di ginnastica ,scambi di consigli e i gruppi di famiglie. Per riaccendere gli "interruttori di energia" che fanno brillare la comunità di #OP gli operatori hanno anche attivato un numero di telefono così da essere vicini a tutti quelli che in questo momento si sentono disorientati e hanno bisogno di fare due chiacchiere con qualcuno. E hanno lanciato un appello anche a chi invece ha il desiderio di dare una mano. Per fare un salto oltre l’isolamento, tutti insieme.

Anche a Brescia non si fermano la partecipazione e l’ascolto. Qui è stata naturale l’attivazione della rete creata negli anni dall’amministrazione comunale anche grazie al progetto Brescia città del Noi. I punti di comunità diffusi in città stanno raccogliendo e organizzando le tante offerte di volontariato che la città sta esprimendo per sostenere le richieste delle persone più fragili negli aiuti quotidiani. È stato anche attivato un sostegno psicologico gratuito, grazie al gruppo “Psicologi per il welfare”, istituito dall’amministrazione cittadina e che vede l’attivazione delle università cittadine, dell’associazione di psicologi, degli istituti di ricerca e delle scuole di psicoterapia che operano in città, a partire dal “Consiglio di indirizzo del welfare” creato dentro Welfare in Azione, per ascoltare bisogni, dare un supporto a chi vive con più difficoltà questa situazione di isolamento e incertezza.

Milano2035

Infine il progetto Milano 2035 che nel milanese sostiene il diritto dei giovani fra i 20 e i 35 anni a un’abitazione economicamente accessibile e sperimenta soluzioni di abitare collaborativo ha da poco lanciato una call per la ricerca di giovani volontari per l’emergenza Coronavirus in città per consegnare la spesa agli anziani o a persone con fragilità o per fare un po’ di compagnia con delle telefonate quotidiane, o per aiutare i ragazzi a fare i compiti tramite video chiamate. A poche ore dal lancio erano già arrivate molte candidature. All’inizio della quarantena ha anche lanciato la call “Racconta com’è vivere in casa ai tempi del Coronavirus”: “Stiamo in un momento straordinario, che ci costringe tutti a vivere la stessa esperienza: 24 ore su 24 in casa… Siamo tutti costretti ad affrontare in modo nuovo - da vicino o da lontano - le relazioni personali, il lavoro, lo studio e anche le emozioni. L’invito è per raccontare sia le cose belle che le cose brutte: pensieri e sentimenti, letture, passatempi, nuovi menù in cucina, i giochi da tavola ritrovati, le relazioni con vicini e coinquilini per contrastare la paura ed il panico, per raccontare il tempo ritrovato con un racconto, una poesia, una foto, un’illustrazione o un video.

Da qualche settimana raccogliamo testimonianze e racconti attraverso la call #VivereInCasa. La maggior parte sono storie positive, di speranza e di tempo ritrovato, ma sappiamo che non per tutte e tutti è così.

Valentina La Terza, referente Milano 2035

La rete di progetto ha anche messo a disposizione alloggi per operatori del sociale e altri lavoratori impegnati in servizi a rischio contagio, e ha visto La Cordata coinvolta in prima linea in un progetto davvero speciale: Zumbimbi, una struttura d’accoglienza per bambini dai 6 ai 14 anni lontani dai genitori ospedalizzati a causa del COVID 19, promosso insieme a COMIN, in collaborazione con Terre des Hommes, Diaconia Valdese, Emergency, Comune di Milano e Fondazione Cariplo .

L’ennesima iniziativa nata in pochissimo tempo che dimostra come in questi giorni in cui sono state chiuse le porte delle scuole, dei luoghi di lavoro, dei luoghi della socialità, sono stati aperti dei canali nuovi, in grado di farci sentire, nonostante tutto, vicini.

Leggi anche l’articolo

Per continuare a restare vicini ognuno nella propria casa

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